Per l’ottavo anno consecutivo la Svizzera guida la classifica stilata dal WEF – Sul podio anche Singapore e Stati Uniti.

“La Svizzera presenta il punteggio più alto dal 2007”, indica mercoledì il Forum economico mondiale/WEF) in un comunicato. La sua economia trae profitto dalla trasparenza delle proprie istituzioni, dall’efficacia del suo mercato del lavoro e dalle buone infrastrutture, senza dimenticare il sistema formativo e la capacità di innovazione.

Ci sono anche debolezze, quali la persistente deflazione, una mancata concorrenza su certi mercati, difficoltà nella creazione di aziende e la poca partecipazione delle donne sul mercato del lavoro, nel confronto internazionale.

Il WEF approfitta di questa sua pubblicazione per mettere in guardia dalla tendenza al ripiegamento su se stessi di certi Paesi. Un simile atteggiamento rappresenta una minaccia per la futura competitività, ammonisce. Inoltre, a suo parere, le misure di rilancio monetario che vengono praticate – il ridimensionamento quantitativo – non bastano a sostenere la crescita. Esse devono essere accompagnate da riforme strutturali.

Paesi Bassi e Germania si piazzano in 4a e 5a posizione, dietro Singapore e USA; la Germania ha guadagnato quattro gradini in due anni. Al sesto e settimo rango Svezia e Regno Unito, che compiono un balzo in avanti di tre postazioni. “Ma i dati presi in considerazione per Londra sono precedenti alla votazione sulla Brexit”, sottolinea il Forum economico mondiale. Completano la “top ten” Giappone, Hong Kong e Finlandia.

Per quanto concerne il Vecchio Continente, persiste la divisione Nord-Sud. Se la Germania si piazza al quinto posto, la Spagna è al 32mo e l’Italia – in discesa di un gradino- al 44mo, mentre la Grecia perde cinque posizioni ed è soltanto 86ma. Fa meglio la Francia che sale al 21mo posto.

La Cina, in 28ma posizione guida la classifica delle economie emergenti dei Paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).
Ma l’India riduce lo scarto e si piazza 39ma, con un guadagno di ben 16 posizioni.

“Nei Paesi emergenti l’accesso alla tecnologia e all’innovazione diventano fattori importanti per lo sviluppo dell’infrastruttura, dell’educazione e della salute”, sottolinea il WEF. Russia e Sudafrica salgono entrambi di due posizioni, passando rispettivamente al 43mo e al 47mo gradino, mentre il Brasile scende di sei, in 81ma posizione. Nel mondo arabo gli Emirati Arabi Uniti si classificano al 16mo rango, il Qatar al 18mo e l’Arabia Saudita al 29mo. In America Latina il Cile occupa la 33ma posizione, Panama la 42ma.

Per redigere questa classifica il WEF ha tenuto conto della produttività di 138 nazioni, considerando vari fattori tra cui le infrastrutture, la sanità, l’educazione e l’efficacia dei mercati.

Fonte: “Corriere del Ticino 28/09/2016”